Avvinta come l’edera

Alessandra Calò elabora una rete di corrispondenze a partire dall’incontro tra uomini e piante, ispirandosi alle Metamorfosi di Ovidio. In queste immagini, corpo e natura si uniscono in un abbraccio, dentro al quale ciascuno assume le sembianze dell’altro e rinnova il proprio aspetto. Ecco le forme in nuovi corpi trasformate, le bocche da cui sgorga fogliame e gli occhi ormai intrappolati, anneriti o sbiancati da una passione vittoriosa che tutto trasforma. Il classico e il popolare si mescolano in un verso semplice e intenso assunto a titolo di quest’opera di Fine Art: “Avvinta come l’edera”, recita una canzone di Nilla Pizzi, “…respiro il tuo respiro, son l’edera legata al tuo cuor, sono folle di te e questa gioventù in un supremo anelito”. Dietro l’angolo, in un giorno come un altro, l’edera afferra chi conserva la memoria dei miracoli del poeta latino.