Diplopie

La fotografia contemporanea annovera tra i suoi soggetti privilegiati i cimiteri monumentali. L’opera di Alessandra Calò racconta la cura dei sopravvissuti: questi offrono un tributo di cura al proprio caro commissionando la creazione di una statua che rappresenti il dolore o la salvezza, come fedele compagna di interminabili notti e giorni di eterno riposo. Le statue nei cimiteri cristiani salvano il ricordo o tentano di farlo. Il corpo si consuma, la memoria si sfalda, mentre la pietra resta (finché riesce a restare). Rimarrà ad attendere una visita o a contrassegnare la posizione di un mucchio di ossa.

In questo progetto di fotografia contemporanea, statua e carne si incontrano in un punto, abbinati in una fratellanza quasi siamese. A tenerli vicini è la volontà di pietrificare il ricordo per farlo durare (finché riesce a durare). Tutto il resto è diplopia, la miseria visiva di dubitare che anche i riti possano non funzionare.