Kochan

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Kochan è un nome. Quello del protagonista di un vecchio romanzo giapponese. Un diario di viaggio che accompagna il lettore alla scoperta dell’ identità e del corpo del protagonista. Kochan è anche il nome del progetto fotografico che ho iniziato nel 2016 quando ho scoperto che la New York Public Library aveva messo online una buona parte dei suoi documenti d’archivio. Il recupero e il riutilizzo di materiali sono i punti di partenza della mia ricerca e produzione artistica. Il lavoro che realizzo con i materiali d’archivio mi permette di creare nuovi universi e di raccontare, ogni volta, nuove storie, oltre ad essere un vero e proprio viaggio nell’immagine fotografica. Ho trascorso giorni interi tra carte geografiche, manoscritti e lettere. Ma è dalle mappe che sono stata attratta e, accompagnata dai loro segni e dalle loro tracce, ho deciso di affiancarle ad una serie di autoscatti.
In questo progetto anche io, come Kochan, ho cercato di immaginare il viaggio che ognuno di noi compie per affermare se stesso considerando il corpo come fosse un territorio da esplorare. Non è stato un percorso semplice, poiché il rapporto con il proprio corpo è complesso ed il viaggio che compiamo non è mai scontato.

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Kochan is a name. He is the protagonist of an old Japanese novel, like a travel diary that accompanies who read to discover the identity and body of the protagonist. Kochan is also the name of my photographic project, I started it in 2016, when I discovered that the New York Public Library had put online a large part of its archival documents. The recovery and reinterprete of ancien materials are the starting points of my research and artistic production. My work on the archival materials allows me to create new universes and to tell each time new stories, as well as being a real “journey” into the photographic image. I spent whole days between maps, manuscripts and letters. But it is from the maps that I have been attracted and, accompanied by their signs and their traces, I decided to combine them with a series of self-portraits. In this project, like Kochan, I tried to imagine the journey that each of us make, to affirm yourself, considering the body as if it were a territory to be explored. It was not a simple path, because the relationship with your body is complex and the journey we take is never taken for granted.

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Kochan, 2018
limited edition of 3, numbered & signed, 60×80 Van Dyke method prints

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Kochan, 2018
Artist book 13×21 (unique piece), sixteen pages printed by Van Dyke method

 

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Kochan, 2018
edition of 150,  numbered & signed , 14×19
(the hand band is a calotype test)

 

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Kochan displayed at Le CENTQUATRE-PARIS
©
Circulation(s) Festival, 2018

Kochan is the winner of the Tribew Editorial Prize and Foto Masterclass Prize, selected by Marta Gili, Flore, Cécile Schall, Eric Karsenty, Brigitte Patient, Sylvie Hugues

Alessandra Calò