NON-GASOLINE STATIONS

NON GASOLINE STATIONS

“Il messaggio ripetutamente proclamato dai media ‘dopo la fine dell’emergenza in corso, niente sarà come prima’ è lasciato aperto alla decrittazione: intimidazione, esortazione, annientamento o cosa? Come inevitabile conseguenza della nostra forzata immobilità, nel frattempo il traffico automobilistico e, di conseguenza, i consumi di carburante sono notevolmente diminuiti. Il futuro ci dirà se e cosa cambierà davvero e se l’auto continuerà ad essere un mezzo di locomozione. Proviamo a immaginare che le stazioni di benzina perdano la loro funzione di distributori di carburante: diventano obsolete, un ritrovamento storico, una testimonianza archeologica di un mezzo di trasporto obsoleto”. 

Caterina De Pietri, Artphilein Foundation


“The message repeatedly proclaimed in the media ‘after the end of the ongoing emergency, nothing will be like before’ is left open to decryption: intimidation, exhortation, annihilation or what? As an inevitable consequence of our forced immobility, in the meantime car traffic and, consequently, fuel consumption have dropped considerably.
The future will tell us if and what will really change and if the car will continue to be a means of locomotion. Let’s try to imagine that gasoline stations lose their function as fuel dispensers: they become obsolete, a historical find, an archaeological testimony of an outdated mode of transport. On this topic we therefore invite you to search through your archive for images of a gasoline station, ones essential and representative of their memory: 28 not Gasoline Stations. The results of this collegiate research will be brought together in a book. P.S. any reference to Ed Ruscha is purely deliberate.”

Caterina De Pietri
director of the De Pietri Artphilein Foundation

Viale Regina Margherita, 15_web

©Alessandra Calò, 2020, Viale Regina Margherita 15  ( inkjet prin on plexiglass, cm 30×40)

 

In questo mio piccolo omaggio a Ed Ruscha ho cercato di riappropriarmi dell’immagine fotografica partendo dal suo interno. La natura che avanza ne abita lo spazio, divenendo simbolo di ciò che sta succedendo nel mondo in questo momento. Una vita si cela nell’apparente forma inerte, che riesce ad essere visibile solo attraverso la radiografia dell’oggetto. L’immagine si carica così di un nuovo significato: inatteso, isperato. Un nuovo oggetto prende vita abitando le forme del precedente. Il processo di trasformazione è in atto. A tutti noi di scrivere questa nuova storia.

Alessandra Calò