
In questa serie realizzata nella notte, tento in maniera poetica ed evocativa di usare il mezzo fotografico come strumento simbolico per attivare lo stato d’animo di chi osserva ma soprattutto per far leva sulla necessità di andare oltre l’immagine e scoprirne un significato nascosto. La fotografia – come dice la parola stessa – è scrittura attraverso la luce. La luce è la condizione migliore per documentare qualcosa in maniera fedele, bloccandola in un preciso istante e per sempre, fuori dal flusso reale del tempo.
Se questa condizione fotografica la applicassimo nella vita, resteremmo ancorati ad una realtà immobile, senza possibilità di sviluppare pensiero critico o innescare processi di resilienza in caso di eventi negativi. Il titolo del progetto The Garden’s Tale ci accompagna in una dimensione dove una natura oscura ci racconta qualcosa attraverso una messa in scena, dove meno lo spettatore potrà vedere, più potrà percepire ed aprirsi a percorsi interiori. La nostra cultura ci ha sempre spinti ad abbinare l’oscurità alla paura e all’ignoto, ma a mio avviso può anche rappresentare una fase necessaria della vita, legata all’introspezione e soprattutto alla trasformazione. In questo progetto quindi, l’uomo viene spinto alla resilienza, ovvero ad adattarsi ad un buio simbolico trasformando l’ esperienza negative in opportunità di crescita e cambiamento interiore.



«The almost shocking, irritating darkness with which we are surprisingly confronted in Alessandra Calo’s photographic images determines the whole visual appearance; this darkness is objective and unchangeable, as light would not exist at all. Photography without light, one would say, but actually the light is definitively present, in a precisely measured and carefully treated way which opens roads to an inside world of imaginary.»
Lóránd Hegyi

«Alessandra Calò guida lo spettatore nel suo universo notturno e rivela una visione estremamente acuta e poetica di variazioni illimitate di micro-realtà quasi invisibili e di piccoli elementi apparentemente insignificanti della natura e dell’ambiente umano. Lo spettatore entra in questo universo poetico paradossalmente non attraverso la luce ma attraverso l’oscurità; l’immaginario sostituisce la documentazione delle cose. Meno lo spettatore può vedere, più può percepire. Meno la luce irradia le cose, più il destinatario comprende la vita essenziale delle cose.»
Lóránd Hegyi






The Garden’s Tale
photo book con testo critico di Lóránd Hegyi.
©Lab1930
Stampato in 70 esemplari numerati da 1 a 50.
La limited edition numerata da I a XX è accompagnata da una stampa Fine Art inedita e autenticata dall’artista
Dimensioni: 20.5 x 25.5 cm
Pagine: 28
